domenica 13 febbraio 2011

NEWONE ...ovvero...


Le avventure semiserie di una donna alle prese con la ristrutturazione della sua nuova casa.

Non capisco come mai non abbiano ancora pensato ad un telefilm che abbia per tema la storia di un essere umana mediamente impacciata di fronte ad un impresa apocalittica e
definitiva come la ristrutturazione di un ambiente di cui quasi nulla si puo' salvare, tranne i muri portanti.

Sono gia tre mesi che mi sono addentrata nella vicenda e per ora tutto appare un labirinto di quelli seri, serissimi, in cui le siepi si spostano per confonderti.

L'ambiente è pullulato da tutta una serie di personaggi-professionisti, ognuno dei quali parte da un assunto fondamentale : si deve fare cosi' come penso io.
Ordunque compaiono nell'ordine : capo idraulico/impiantista - capocantiere/muratori - capo elettricista - capodirettorgeometra. I conflitti inevitabili verranno sedati dalla gerarchia (il capodirettore è il capo di tutto), ma i dubbi nel frattempo insinuati continueranno a ronzare nella mia testa per ore e ore.

Ecco, questo è il quadro, la traccia generale di un bel telefilm che andrò a scrivere di giorno in giorno, principalmente per poter autosdrammatizzare cio' che in certi momenti assomiglia veramente a una tragedia greca e poi per poter rileggere tempo dopo di tale tragedia il finale giunto a compimento, la matassa smatassata, il sole che è tornato ad illuminare, come sempre dopo il nuvoloso.

Per una che fino a ieri si è occupata di medicina alternativa, un po' di arte, danza e teatro, che ha vagato nell'ambito di tutte le meditazioni esistenti sul pianeta per poi scartarle quasi (ho detto quasi eh..) tutte....ecco, passare alle... tracce dell'elettrico, ma no qui c'e' questa canna fumaria, no là, ma si, ma boh, bisogna vedere quando si rompe, che i tubi sono marci, ah ma allora il legno delle camere salta, eh non si sa, ma si saprà , beh ma certo se non posso montare il lavello qua allora non posso ordinare ancora nulla e se poi mi si bloccano i lavoooooriiiii?????!!
Risposta dell'idraulico in tono solenne e un po' cupo :" Ah guarda, stai per entrare in una rumba e c'è solo da ballare. Io ti faccio tanti auguri".

A I U T O

e i miei tre lettori? chissà se state bene.
vi abbraccio

venerdì 3 settembre 2010

Mi ricordo


di quando ero bambina. Avro' avuto 6 anni, non di più.
Mi sedevo a gambe incrociate nel mezzo del tappeto di camera mia.
Sognavo di essere Aladino, con me avevo sempre la mia lampada e col tappeto giravo il mondo sfrecciando nei cieli. Poi veniva il momemento di esprimere i 3 desideri che sarebbero stati esauditi dalla lampada. Ho perso ore a pensare cosa fosse piu' importante realizzare ed infine, in maniera molto astuta decisi per i seguenti desideri:
1) eliminare tutte le guerre nel mondo
2) eliminare tutte le malattie nel mondo
3) poter esprimere tutti i desideri che volevo per il mio 'piccolo' mondo quotidiano.
Cosi' in un colpo solo avevo risolto i mali del pianeta e avrei anche potuto esaudire tutte quelle piccole cose di cui avevo voglia (tipo avere la piscina in giardino).
Era cosi' bello sognare.
Mi ha fatto cosi' tenerezza ripensare a questa cosa in questi giorni.
Pensare che una bambina potesse fare pensieri cosi' grandi.
Eppure ancora non sapevo che le guerre e le malattie fossero anche e soprattutto dentro di noi. Che sarebbe stato cosi' difficile, da grande, riuscire a dipanare le matasse di una coscienza spesso divisa, in lotta e per questo sofferente.
Questo ricordo comunque mi conforta. Non lo sapevo, ma ero proprio una bella bambina:)

giovedì 2 settembre 2010

l'altare più bello

E' quello con la croce grande che splende sotto al sole.
Non ci sono tavoli, ori, sedie, panche, dipinti, vetrate, reliquie, parole.
Solo terra secca e aria lucida.
Persone che passano
Preghiere
e silenzio.

lunedì 23 agosto 2010

il paese dall'aria lucida


Il paese dall'aria lucida si trova su colline rocciose e assolate tra il mare e i boschi. Arrivi col pulllman dopo molti chilometri di natura e poche case. Capisci che li ci sarebbe poco da fare, oltre che pascolare le pecore e seguire le vigne. Dal nulla spunta il paese e decine di piccole botteghe a mostrare collanine con la croce, statuette, immagini sacre, medagliette, fedine, braccialetti, libri, cartoline, poster, cd, sigarette in quel gran bazar del sacro cosi' kitch e vagamente squallido di spiritualità a 2 euro, massimo. Tanta gente, altri pulllman, gelaterie, punto informazioni, bandierine colorate, fondamentalmente 2 sole strade asfaltate. Ogni casa è un hotel, una pensione, qualcuno che ti da un letto per dormire, se vuoi anche mangiare, li tutto, ma proprio tutto gira intorno al turismo religioso. e poi ancora taxi su vecchi mercedes dai colori pastello, 5 euro per fare il giro del paese. Tra le due strade, ancora prati con le vigne su terra rossa e polverosa, donne che vendono tovaglie fatte a mano o grappe, alberi carichi di fichi maturi, un sole caldo, in pochi passi puoi non sentire più rumore e stare nel silenzio delle cicale. quante cicale. tutto quello che non si puo' raccontare di questo posto è quello che non ti aspetti iniziando a percorrere i sentieri che conducono al monte. Il monte della croce, il monte dell'apparizione. Le salite sono ripide, le pietre completamente levigate dai passi dei migliaia di pellegrini che ogni anno passano da qui. Una strana atmosfera accompagna la salita, per me che ero sola il rumore si è fatto silenzio, per ore ed ore. Non avevo richieste o speranze, solo la voglia di stare e acconsentire qualunque cosa. Per me che ho sempre sentito una repellenza forte a tutto cio' che veniva imposto come dogma e catechesi ho letto la vita di Gesu' nelle immagini della via crucis. Quante sono le stazioni?? 12 mi sembrava un buon numero, ma sono 14. In questo salire e scendere, ripercorrere la storia attraverso le immagini ho trovato il senso di attraversare psichicamente le tappe di una storia universale, che è la storia di ognuno di noi che viene sulla terra e cerca, ognuno a modo suo, il regno dei cieli.
Ripercorrere dall'inizio alla fine una storia e poi ricominciare. Per questo sono salita e scesa tante volte, non sentendo la fatica, il caldo, la polvere, niente. E poi stare, per ore seduta su una pietra, stare li e basta. In questo viaggio ho dormito tre ore per notte. C'erano troppe cose da fare nel poco tempo che ho deciso di restare. Ho accettato di partecipare a una messa, ho anche recitato rosari con pellegrini italiani di varie diocesi, ho cantato le canzoni e ogni volta, ma ogni volta ho sentito quanta presunzione, quanto giudizio, quanta arroganza c'è in me, quanta difficolta' a fare un gesto semplice come inginocchiarsi. Quanta fatica ad accettare di non essere speciale, ma di essere semplicemente una persona come tutte le altre. E' stato un viaggio importante questo per me e tornerò di sicuro in questo luogo. Tutto quello che ho trovato è quello che non può essere scritto, ma solo vissuto e sentito col cuore.

lunedì 9 agosto 2010

figure mitiche e aspirazioni


In una piccola stanza, su una piccola stuoia, hai mutato la tua pelle di un tempo.
Che mai non si può lavare nelle nevi delle montagne
o nel calore del sole?
Le nuove vesti assorbiranno la saggezza liberata.
Il tuo modo di osservare l'uomo, senza maschera, snudato, Ci rallegra.
Come se le tende delle finestre fossero scostate,
e svelati i recessi più reconditi.
Ed è facile dal consiglio, quando leggi un libro aperto.
Tu evolvi sotto i Miei Occhi.
Certo, certo, certo.
Noi esultiamo per la tua costanza.
Ed è facile marciare sull'orlo dell'abisso
quando si sa del tappeto volante. Osserva ogni cosa.

mercoledì 28 luglio 2010

Rosas | EN ATENDANT #1






questo spettacolo, in questo teatro, con la musica dal vivo e la luce che scendeva del tardo pomeriggio, mi ha fatto viaggiare nel tempo e nello spazio.

giovedì 22 luglio 2010

ah gninto, mei che a cà.



Ah niente. son tre settimane ormai che sono a Vienna e fatico ancora a trovar pecche grosse a questa citta'. Durante questi giorni mi sono chiesta più volte dov'e' l'inganno che a prima vista non vedo e niente. Non lo vedo ancora. La città è piacevolissima. C'è vita, nonostante i molti viennesi in ferie. Ed è una vita simpatica a girare su e giu in bicicletta (qui è tutto un saliscendi), basta non sbagliare il senso della ciclabile, ovviamente:). E' evidente come qui per la cultura ci siano ancora soldi da spendere. Ogni 5 metri c'e' un centro culturale o un teatro o un centro sociale dove per un euro bevi una birra e ascolti musica dal vivo. Quando vai in giro non hai paura di essere derubato o aggredito, c'è ordine in giro. Un po' di polizia, questo è vero, ma niente che al momento sia risultato insopportabile. In compenso si sta bene, fa caldo, i mezzi pubblici funzionano alla perfezione. Tutti i viennesi vanno a spasso con il cane, le coppie gay si baciano in tranquillità al parco, nei sexi shop entrano le signore (sempre col monopattino a mano:). L'acqua del rubinetto è buona. e cosi' nessuno compra le bottigliette da mezzolitro per 2euroecinquanta (una birra costa due euro, un espresso al bar fatto male, pure), a Reggio mi sarebbero gia venuti i calcoli ai reni, con tutta l'acqua che bevo, per il caldo che fa.
Si è vero, sono in vacanza, una vacanza lavoro, ma pur sempre vacanza. E' questo credo che incida sulla mia percezione, ma difficilmente ho avuto in amore una città. Mi son fatta rapire dai luoghi naturali, mai dalle città. Qui non c'e' niente di stratosferico, ma è come fosse una dimensione di vita metropolitana ancora possibile per un essere umano come me che vuole vivere in pace. Nei cieli sciano anche qui, ma per fortuna è più ventilato e meno umido che in emilia romagna. AH, l'emilia romagna.
Proprio perchè ci sono nata la posso accettare. Come l'Italia, che mai come in queste settimane ho sentito gravemente ammalata di un qualcosa che la rende quasi senza speranza. Ma lo so. Sono in vacanza. Chissà quante cose ancora non comprendo di qui.
Ci vuole tempo per conoscere. E' la routine, quella tanto detestabile cosa, per certi aspetti, a permetterti di entrare davvero in una qualunque esperienza. Senno' sarai sempre come un giappo con la sua bella macchina fotografica in mano, a stare 24 ore in Italia di cui 3 a Roma, 2 a Firenze, 4 a Venezia, 3 a Milano x lo shopping, le altre 12 viaggiando in treno per spostarsi. Con Trenitalia poi, casca male :)

giovedì 15 luglio 2010

Rigidità nordiche



Niente, ho girato un ora con la bici alla ricerca di un bidone per la spazzatura indifferenziata. Non l'ho trovato. Girando, ho visto in sequenza due scene da film. La prima di una ragazza ben vestita che esce da un grande magazzino di abbigliamento ammanettata e scortata da due altoni e fatta salire su camionetta della polizia. 2' un ciclista che ha osato contravvenire al rosso passando con un arancionrosso e' stato preso a manate pesanti da un pedone offeso nell'onore che stava per accingersi ad attraversare le strisce pedonali. Voi capite che per una che viene da una terra in cui la striscia pedonale e' un opscional che fa degli autisti che lasciano il passo degli eroi della strada, tutto cio' fa un certo effetto. Capite anche che lasciare un sacchetto di indifferenziata cosi', tra due bidoni del vetro è un gesto di una gravità totale per questa terra. Me ne sono andata veloce, sgattaiolando tra i vicoli, so gia cosa diranno domani. Domani diranno in quel tedesco incomprensibile :"eh non c'e' piu' rispetto, certa gente dovrebbe essere buttata in galera a marcire'. Intanto domani mi informo. Non potevo andare al museumsquartier col sacchetto del rusco. Oppure si. A fare un po' di arte postmoderna:)

domenica 11 luglio 2010

Preferire il melone alla meloni


che d'estate è rinfrescante.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/11/giovani-a-scuola-di-guerra-paga-lo-stato/38759/

un bagno nel danubio blu ....


pardon, nell'alga GUAM!
allora, cari. qui la domenica van tutti al fiume, il Danubio, che e' balneabile in alcuni punti strategici in cui non vengono fatte transitare le barche ed è meta di un pubblico eterogeneo, che va dalle famigliole viennesi, ai migranti russi e filippini, dalle giuovani coppie, ai gruppi di amici con cane, tutti rigorosamente di fascia popolare, tranne negli stabilimenti a pagamento, dove la sabbia viene posata su banchine di legno e vengono serviti coctail accompagnati da musica unz unz a dar ritmo ai tuffi.
Quindi anche uno sparuto gruppo di dancers oggi ha fatto tappa, con mia soddisfazione alla possibilita' di dare un senso anche balneare alla mia estate. Intanto la scena canotti gonfi in metro' e stata assai imperdibile, come la faccia delle amiche ad osservare con delusione da vicino l'acqua verde accompagnata da pezzi d'alga galleggianti di provenienza non meglio precisata. E' stato solo un attimo di sconforto pero' , visto che tutto intorno era un pullulare vitale dei soliti sportivi a due ruote (da segnalare roller+bacchette da nordic walking a dare velocita' stratosferiche al mezzo), trainetti x giri in bicicletta con cani al seguito e cosi' via. Quindi, pensando ai bagni purificatori nel Gange ho creduto che anch'io avrei potuto. Ho preso coraggio e l'ho fatto!. un tuffo diretto nel verde opaco, nuotata fino a meta' del canale e ritorno. Due ore di doccia credo possano bastare questa sera, se non altro spero di aver perso attraverso questa esperienza qualche grammo di grasso superfluo.
piccola nota a margine : pensavo ma non troppo invece è proprio vero, che a girare in carrozzalla è un vero casino causa rampe inesistenti. Noi abili a due zampe mica ci pensiamo a queste cose di solito.

mercoledì 7 luglio 2010

martedì 6 luglio 2010

acqua calda a scaldare le ferite



E' quella cosa che pur avendola sempre sotto agli occhi, tende a sfuggirmi dalle mani alla prima distrazione. Sono a Vienna per quello che intende essere un corso di danza. La qualita' è molto alta e il nome rispecchia pienamente la sua fama. Ora, parlando di danza, in particolare di improvvisazione danzata, si entra immediatamente nell'ambito della relazione. Perche' infatti non esiste movimento senza relazione. Puo' esistere movimento senza consapevolezza della relazione, ma comunque il movimento (ovvero, la vita) implica necessariamente la relazione tra un qualcosa e un qualcos'altro perche' e' infatti quello l'unico ambito entro il quale un movimento si puo' sviluppare. In una dimensione di movimento del corpo, la relazione immediata prima risulta essere quella con lo spazio / ambiente entro il quale ci si muove. La relazione col tempo che scorre. La relazione con gli altri esseri umani che si muovono all'interno di quello spazio/tempo. Piu' si e' consapevoli di queste relazioni e piu' la nostra percezione non solo si apre, ma cambia e si nutre di maggiori elementi. La consapevolezza della relazione presuppone la possibilita' di mettere in contatto la percezione del nostro mondo interiore con quella del nostro mondo esteriore. Questa cosa che sembra sulla carta assai scontata, in realta' poi nel quotidiano non lo e' cosi' tanto, perche' cio' che accade di frequente e' di essere in due posizioni prevalenti . 1) imbozzolati in se stessi, nei propri pensieri ed emozioni che impediscono il libero fluire con l'esterno 2) totalmente proiettati nel mondo, nell'attivita' del fare, scontattati dalle proprie sensazioni interne, dipendenti dalla risposta dell'esterno. In entrambi i casi si pone una barriera al libero fluire tra interno ed esterno, come una difesa, una guaina che filtra, una calza velata sull'immagine. Rinunciamo spesso alla libera circolazione tra i due mondi interno-esterno, per il nostro sistema di credenze, la nostra non abitudine ad essere presenti a noi stessi e agli altri, le paure, le inibizioni, le vergogne, le 1000 maschere di cui non siamo consapevoli. In una sala di danza, sembrera' assurdo, tutto questo viene messo in gioco. Nella massima rappresentazione, il teatrino ha maggiore possibilita' di svelare la bruttura, come di regalare meraviglia laddove si aprono spiragli di luce che sfuggono per fortuna al nostro controllo. L'incontro tra i due mondi assomiglia molto a quello che dicono dell'incontro tra il maschile e il femminile. L'attivita' e la passivita', la forza e la dolcezza, il dare ed il ricevere. L'otto dell'infinito si compie come la lemniscat che guida la crescita delle strutture organiche in un fluire tra punti opposti. Non avete idea, miei tre cari lettori, di quanta pace mi dia riuscire a trovare un filo comune che lega le mie varie attività apparentemente lontane. La danza come la terapia, come la vita quotidiana, la mia voglia di sapere, l'andare a funghi. Mi da pace sapere che in tutto questo c'e' un senso di continuità e di circolazione.

lunedì 5 luglio 2010

fai presto a dir bicicletta


Niente qui a Vienna van tutti in bici, io mi son messa al passo, pardon al ciclo e oggi ho avuto la mia seconda esperienza da byker in citta'. allora, a parte che sono stata immediatamente redarguita al primo parcheggio davanti a un bar, in un piazzale vuoto lungo non esagero 150 metri, visto che li non potevo parcheggiare perche' ostruivo un'uscita di sicurezza (?? cioe' ho parcheggiato davanti a palazzo anonimo senza cartelli o divieti..), pedalare è affare assai ostico per noi italiani abituati sostanzialmente all'anarchia stradale. qui secondo me ti fan prendere il patentino anche per la bici, visto che seguire la segnaletica ci vuol come minimo un'esperienza da manuale di approfondimento di 90 pagine. io per non rischiar la vita seguivo la bicicletta precedente confidando nei miei neuroni a specchio. comunque ragazzi e' un casino. da quello che ho capito funziona cosi':
su strade grandi c'e' la doppia ciclabile per senso di marcia e allora li e' facile.
su strade piccole c'e' solo una ciclabile valida per un solo senso, che a volte e' quello di marcia, a volte contromano, a volte tutt'e due, dipende dalle frecce che trovi all'inizio, se ti ci infili a meta' sei fottuto e ci provi rischiando il frontale.
su strade piccolissime non c'e' e quindi (presumo) valga il marciapiede, ma solo se e' largo. oggi una signora sul marciapiede mi ha intimato qualcosa che non ho capito e ho tirato dritto. ma il dilemma maggiore e' questo: su strade grandi, medie o piccole in cui non c'e' la ciclabile ma ci sono le rotaie del tram, che di solito tra l'altro non lascia lo spazio vitale sulla destra, che si fa??
in compenso ci son semaforini ad altezza di ciclista ovunque, la gente sfreccia tutta, segno di muscoli ben allenati. perdendomi in bici oggi, mi son trovata davanti alla casa di froid, sul balconcino che apre sul parlamento, sulle rive interne del danubio piccolo. ovunque, ciclisti felici e roller entusiasti. dentro il billa (la nostra coop..) c'era una col monopattino a mano, giuro non scherzo. qui vannoabbestia anche quelli. ai tempi di mio nonno e anche in parte quelli di mio padre anche tutti i reggiani andavano in bici.Poi da quando hanno scoperto l'abbondanza, ma soprattutto l'arroganza, hanno iniziato a pensare che il massimo della vita fosse arrivare con l'auto (oggi l'audi grossa, ieri il suv, ieri l'altro il mercedez) in piazza fontanesi. vacca, siamo proprio indietro come le bestie ignoranti.

lunedì 28 giugno 2010

e' sorprendente


vedere come il colore del cielo sia ormai sempre piu' bianco e sempre meno blu e di come la gente sembra non accorgersi di nulla. e' proprio vero, se vuoi tenere nascoste le cose, mettile in piazza.

martedì 22 giugno 2010

gracias a la vida


per tromba e fisarmonica e' una piccola performance di strada che ha pensato bene di installarsi sotto le mie finestre per una decina di minuti questa mattina. questa melodia e' entrata nella mia casa come una piccola voce di sottofondo, tra i pensieri e le (pre)occupazioni del mio povero piccolo me e come un rigagnolo d'acqua sulla terra secca ha iniziato ad insinuarsi, facendosi strada tra gli arbusti. Ho impiegato qualche minuto a percepire la piacevolezza dell'umido e mi sono trovata in un attimo fuori dal tempo. La mia casa poteva trovarsi in una piccola piazza parigina, come in un cantone assolato e quieto del Sud America. E' stato un attimo di leggerezza e ha portato un senso di libertà, come un virus, benefico questa volta, a rompere uno schema fisso di giorni pesanti. Ho pensato che il lancio della moneta dalla finestra sarebbe stata una bella immagine a far da cornice a quel momento. Cosi' ho fatto. La moneta e' stata presa al volo ed accompagnata da un 'grazie e buona fortuna'. Come in un film.

giovedì 17 giugno 2010

sabato 12 giugno 2010

martedì 4 maggio 2010

nuotar tra le meduse


un tempo temevo molto l'incontro in mare con una medusa per motivi facilmente intuibili. negli anni poi essendomi impratichita dell'ambiente acquatico ho potuto vedere la bellezza di questi esseri del tutto speciali ed appartenenti a mondi a noi cosi' lontani. oggi l'incontro nello sguardo di una medusa lo considero una buona occasione di osservazione di un pianeta sconosciuto. Certo in un mare pieno di meduse non entro volentieri, ma una medusa solitaria è oggetto di grande interesse per me. intanto la medusa da fuori ti sembra poco piu' di un pezzo di lattice informe e orticante, ma da sotto l'acqua la meraviglia si apre agli occhi perche' diventa un'astronave! I colori del cerchio centrale sono sempre intensissimi, quasi fosforescenti, la struttura semitrasparente crea un effetto vedo-nonvedo, le ciglia tutte intorno sono deputate al movimento fine, mentre il movimento peristaltico del centro permette il movimento 'grosso'. Esseri primitivi e sviluppatissimi allo stesso tempo. Sono sempre intristita quando vedo i bimbi che hanno imparato dagli adulti a coprire le patelle lattiginose di sassi e sabbia sulle rive del mare. i bimbi dovrebbero sempre essere invitati a stare attenti, a conoscere l'ambiente per non averne paura, ma sempre nel rispetto di tutti gli esseri. E comunque diffidare sempre delle apparenze. Il miglior modo per conoscere qualcosa o qualcuno è l'osservazione attenta, depurata da idee e pregiudizi.

venerdì 23 aprile 2010

qualche aggiornamento


Dialogo con i miei sogni.

A pensiero in sogno : dovro' affrontare due questioni difficili risponde immagine di 5 cerchi di fuoco con voce di sottofondo che dice :"le prove che dovrai affrontare nel prossimo periodo sono più di due. non solo quelle a cui stai pensando sono prove".
mi sveglio dicendo : 5 prove del fuoco.

non ho mai pensato a una prova del fuoco e nemmeno mi sono mai posta la questione.
mi accorgo pero' che le difficoltà di oggi hanno un sapore particolare, in una terra di confine tra qualcosa e qualcos'altro.

ad ogni modo vivo questo momento di grande difficoltà come un'opportunità di miglioramento. Speriamo di farcela.


che storia!

giovedì 18 marzo 2010

il potere della parola



mi sono soffermata su un pensiero oggi, relativo all'uso improprio che facciamo di questi tempi della parola
la parola viene agita senza attenzione, senza ascolto, viene buttata, rilasciata, vomitata. siamo pieni di parole, ovunque.
ora, la parola ha un grande potere.
La parola puo' essere portata consapevolmente.
Come dono un fiore posso donare una parola.
La parola con la sua energia ha una consistenza quasi materica.
La parola se detta con presenza è portatrice di un messaggio, puo' aprire gli spazi, modificare la materia, gli stati d'animo, i pensieri.
Oggi ho pensato che la parola puo' essere anche medicina.
La parola e' un conduttore, come l'acqua e come l'acqua è imprimibile del nostro intento. Mi piace quando le parole nascono dal silenzio della presenza.

martedì 16 marzo 2010

ma va??!! (le buone notizie 2)


I bambini? Nati per danzare
Un team di studiosi ha studiato un campione di bimbi dai cinque mesi ai due anni e ha riscontrato una naturale predisposizione dei bimbi verso il ballo.I ricercatori del Dipartimento di Psicologia dell'Università di York e dell'Università finnica di Jyvaskyla hanno studiato i comportamenti dei bimbi dai cinque mesi ai due anni, arrivando alla conclusione che i bebè sono predisposti fin dalla nascita alla danza e hanno una naturale predisposizione a muoversi ritmicamente in risposta alla musica. Non solo: sarebbero addirittura più affascinati dal ballo che dall’idea di parlare e ai bambini verrebbe più facile coordinare i propri movimenti accompagnati da una melodia che in altre circostanze. (corriere di oggi)

chissà come mai dopo i due si perde questa 'naturale predisposizione'.
il peso di una banana in gettoni d'oro a chi indovina ;)

venerdì 12 marzo 2010

le foche monache son tornate! (le buone notizie1)


nell'alto adriatico.
la notizia migliore di questa giornata.

domenica 7 marzo 2010

dolcezza come l'acqua

ho mancato di nutrire il mio corpo di dolcezza, come l'acqua che manca sempre un po' nei miei giorni. son cose naturali per la vita. come il sole, come l'aria. naturale non viene sempre facile però. ecco allora io cerco per questa primavera nuovi elementi da introdurre nella mia dieta. per depurare e defaticare introdurrò buona acqua fresca. con il caldo del sole forse la dolcezza verrà meglio. rinuncio a un po' di pasticcini per due sorrisi in più e un tono di voce più gentile. provo a introdurre nel terreno un nuovo tipo di fertilizzante e giro la terra. bisogna aver pazienza. ma insieme alla pazienza serve anche la memoria, la costanza e la lungimiranza. cerco di portare in me cio' che mi manca affinchè si possa riprodurre. sono stanca di una vita acida.

sabato 27 febbraio 2010

rarità

Qualche volta accade che pur non conoscendo di me il futuro e pur con un certo timore rispetto a strade tutte ancora da percorrere io possa sentirmi felice. per quel che sono, per quel che cerco, per quello che ho trovato. non sono i grandi numeri a fare di una vita un luogo un po' più ricco, ma la dignità con la quale si è in grado di guardarsi. maremma, quel po' di amore che ho di me stessa me lo sono proprio guadagnata col sudore della fronte.

lunedì 8 febbraio 2010

una porta aperta sulla luce


Abituati alle nostre stanze buie, abbiamo sviluppato varie strategie di sopravvivenza tramite l'utilizzo ridotto ai minimi termini delle risorse disponibili. E' come quando accade di sentire di gente che ha i forzieri pieni d'oro e si ostina a vivere nella miseria interiore di un cartone sotto al ponte. Ecco, noi esseri umani abbiamo fatto di quel ponte un luogo vagamente amico, avendo di quel luogo conosciuto ogni piccola traccia e avendo passato li un lungo tempo sospeso dall'assenza. La miseria interiore nella quale costringiamo le nostre vite diventa riconoscibile nel momento in cui di sguincio, forse in un attimo di pura distrazione, permettiamo alla luce di raggiungere di qualche millimetro la nostra percezione. Allora uno sguardo si apre di fronte alla visione di nuove realtà, non solo possibili, ma gia presenti nel momento in cui siamo in grado di spostare in noi la presenza in quei luoghi. E' come dire che la realtà esiste nel luogo in cui noi portiamo (e scegliamo di portare) la nostra presenza. La luce è presente ogni momento, siamo noi a doverci mettere nelle condizioni di essere in grado di accettarla. Mi chiedo cosa ci porta a vivere nella miseria di un cartone sotto al ponte. Cosa crea tutta questa attrazione. Perchè non scegliamo ogni giorno di vivere luoghi interiori di abbondanza e ricchezza. quella cosa li che chiamiamo GIOIA insomma, perchè non la rendiamo una struttra portante delle nostre vite?

domenica 27 dicembre 2009

elucubrescion


Un conto è possedere le cose al fine di utilizzarle e goderne a piacimento.
Un conto è essere attaccati alle cose fino al punto di fusione in cui avviene uno strano fenomento di inversione di proprietà. Ovvero, non sei più tu a possedere le cose, ma sono le cose a possedere te. Ecco, vorrei continuare a possedere le cose, senza esserne posseduta. Non è retorica. Guardo con ammirazione chi sa essere felice senza possedere niente. In effetti la felicità pare essere un'attitudine interiore svincolata da ogni logica, più che uno stato oggettivo dell'essere.

mercoledì 9 dicembre 2009

martedì 1 dicembre 2009

liberamente4

L'arte della cura quella anziana signora l'aveva appresa bene. Nei suoi panni semplici aveva visto passare molte e molte persone. Aveva fatto per ognuna di queste qualcosa. Faceva togliere le scarpe prima di entrare e chiedeva poi di stendersi su una coperta di lana imbottita che si trovava per terra. Curava per terra da anni e da anni adoperava quelle mani grandi e le ginocchia deformi per ascoltare i corpi degli altri. Non le parole, i pensieri, ma i corpi. Conosceva di quel linguaggio tutto. Aveva soprattutto imparato ad aspettare il tempo del dialogo interno. In quel dialogo, la cura. Poche parole, ma l'amore di cui era capace. Quello era tutto ciò che poteva e tutto ciò che serviva. L'anziana signora sapeva che ogni cosa era destinata al suo corso. Non lottava più per imporre il proprio volere. Aveva imparato il tempo di ogni stagione. Guardava ogni giorno allo specchio i suoi ultimi demoni e dopo tanti anni aveva imparato a sorridergli. Imparare. In questa parola il senso di una vita, moltiplicata mille. Ogni persona passata lasciò un petalo in quella stanza. Proprio per questo chiamò quella stanza la stanza dai mille petali.

lunedì 30 novembre 2009

liberamente3

La vecchia in limousine percorreva la strada grande comodamente seduta su grandi poltrone in pelle. I capelli brillanti coprivano un po' la faccia e lo sguardo restava volutamente retro, in una giornata grigia di medio autunno. La vita scorreva, fuori dal vetro, mentre all'interno il vuoto aveva ormai occupato tutto lo spazio in cui una volta scorreva linfa vitale. Gli anni bambini ignorano la convenienza delle cose, gli occhi bambini guardano il mondo come con freschezza l'acqua scorre lungo bicchieri di vetro puliti. Anni lontani e perduti dall'insensata avarizia del cuore, da mani in cerca di gioielli coperti di fango. Cosi' l'innocenza si perde in un solo momento cieco di ardore avaro di averi sempre più grandi ed immondi. Nulla ora può salvare da quel vuoto frutto di anni perduti. Il conto alla cassa è gia più caro di tutte le carte di credito. E la compassione è un'arte difficile da apprendere e da praticare.

venerdì 27 novembre 2009

liberamente2

La donna bionda dagli abiti dimessi cammina sul sentiero, un passo dietro l'altro. Le scarpe di feltro calpestano una terra secca in attesa di pioggia. L'aria fresca e umida le accarezza la faccia e il cappotto, cercando di entrare. Cammina cammina e camminando il suo sguardo di lato nota un cespuglio di foglie spinose e di bacche. Si ferma. E' un tempo sospeso che sospende il respiro. Si ferma in quella visione che richiama il bisogno più umano: Sentire. E cosi', sente. Sente se stessa e quel turbamento all'interno, sente gli uccelli cantare e quella vita intorno lontana ed ignara del caos degli umani. Sente e si sente, come fosse in chiesa, una chiesa viva però, senza candele ma con foglie e odore di muschio invece che incenso. In fondo, a quel momento non mancava proprio niente per poter essere felice, tranne che se stessa.

giovedì 26 novembre 2009

liberamente1

il bambino biondo coi pantaloncini a scacchi è caduto sul sentiero, sbucciandosi un ginocchio. sangue rosso e un po' di bruciore in quell'andare solitario in mezzo al bosco di un sentiero di nuovo in salita. non si vede molto in la', gli alberi sembrano piegarsi verso il basso dando un senso di protezione, ma anche di chiusura allo sguardo del cielo. senza quasi pensiero il bambino continua a camminare, perchè altro non c'è da fare ora, oltre che mettere un passo dietro l'altro. Sono lontani in tempi della cucina piena di calore e lontane anche le immagini brillanti di mete da raggiungere. In tasca solo un po' di lana, un bastoncino sempre in mano e quella sensazione conosciuta come di avere una scheggia dentro al cuore. questo camminare cosi' è faticoso e vivo, solo, solo, solo.

domenica 27 settembre 2009

i bambini e la crisi economica


Parlando con un'amica che ha una palestra, lei mi racconta che soprattutto nei corsi pomeridiani per bambini ha notato un calo significativo di presenze. Mi dice :"sai prima ogni bimbo poteva frequentare 2-3 corsi settimanali, ora i genitori per esigenze economiche non permettono la partecipazione a più di un corso, cosi' i bimbi sono costretti a scegliere tra, ad esempio, la danza o l'arte marziale".
Mi vien da pensare che son generazioni che passano cosi' dal triplo al doppio lavoro. In sè non mi sembrerebbe male, ma dipende sempre cosa c'è dall'altra parte, a casa. A tivvu e playstation si cresce lobotomizzati. Ringrazio il cielo ogni giorno di essere nata negli anni '70 e di aver avuto un giardino pieno di alberi, gatti ed insetti.

un piccolo sfogo


La schiavitù della comodità è quella cosa per cui gli esseri umani stanno distruggendo questo pianeta e tutte le creature che lo abitano. In difesa di questa comodità facciamo di tutto. Viviamo senza fare e farci domande, stiamo comodamente seduti sulle nostre poltrone guardando la cronaca di un fatto di sangue, respiriamo un'aria impossibile perchè tanto non ci si puo' fare niente, ci occupiamo delle nostre piccole cose sperando che si possa tirare ancora avanti, fingiamo di non accorgerci che la natura intorno soffre spaventosamente, ci diciamo che la politica è tutta marcia, perdiamo una quantità di tempo infinita dietro cose assolutamente inutili, ci ammaliamo sempre di più e pensiamo che questo sia causato dalla sfortuna o dal destino, deleghiamo la responsabilità della nostra salute a chi di responsabilità ne vuole meno di noi, intanto al mondo siamo troppi e i più stanno malissimo perchè i pochi se la possano godere ancora per un po'. Diciamocelo. siamo colpevolmente tonti. E' ancora poco. Siamo criminali e vampiri della terra. Meglio che scompariamo. E in fretta.

giovedì 10 settembre 2009

vorrei dire ai miei lettori


molto sinteticamente che questa storia della vaccinazione di massa è una porcata pazzesca. ci sono mille possibilità di capire e di essere informati, non serve che io faccia copiaincolla in questa sede, lo sapete anche voi, lo vedere anche voi.
Allora per favore, se conosciamo qualcuno che potrebbe essere vaccinato, cerchiamo di non fare gli struzzi a primavera, cerchiamo di spiegargli perchè il vaccino non gli servirà se non ad indebolire il proprio sistema immunitario, cerchiamo di parlare soprattutto con le mamme e con i babbi, dati alla mano, che il loro bambino sarà piu' al sicuro senza vaccino che con. Per favore, nel nostro piccolo, cerchiamo di fare qualcosa.

ci sono un po' di link.
dateci un occhio.
baci a tutti (anche se potreste lasciare un commento ogni tanto eh!)
e leggetevi un po' di roba :
http://www.comedonchisciotte.net/modules.php?name=News&file=article&sid=1626
http://www.tremante.it/
http://scienzamarcia.blogspot.com/
http://naturalsolution.spazioblog.it/

per essere felici non bisogna fare niente


Al risveglio dopo una notte articolata e complessa, tra molti sogni angoscianti e uno bellissimo nel quale nuotavo nel mare senza paura con le balene, mi sono svegliata con questa frase nella testa : per essere felici non bisogna fare niente.
Allora senti, concordo con questo pensiero, nonostante un lavourir fitto fitto quotidiano alla ricerca della tanto agognata meta. Lavoro, lavoro, lavoro, mi muovo e poi cerco, faccio un passo e torno 3, questo per tutta la vita, ogni santo giorno, è un movimento continuo di energia un po' convogliata e tanto dispersa, ma poi ci penso e LO SO, che quando mi sento felice accade per motivi totalmente indipendenti dal mio affanno, in situazioni di sicuro non pensate, accade semplicemente cosi'.
Accade cosi' che il mio cuore è pronto ad accogliere la vita. E allora è davvero felicità qualunque cosa perchè quella cosa è la manifestazione della vita stessa.
Mi capita qualche volta di essere felice. Mi capita magari osservando le stesse cose che il giorno prima mi facevano arrabbiare. Per questo per essere felice non devo fare niente. Niente tranne tutto l'essenziale. cioe' guardarmi dentro e rimuovere in me gli ostacoli che non mi permettono di sentire l'umanità che ancora pervade tutte le cose, la tenerezza che posso provare per me e gli esseri umani che fanno ognuno il proprio percorso, la compassione che ammorbidisce gli angoli aguzzi, l'amicizia verso ogni creatura vivente, il peso del vivere ma anche la leggerezza di un seme nel vento. E poi dopo tanto aver fatto non fare piu' niente, accettare quello che è, la mia imperfezione e quella delle persone a me care, smettere di avere un giudizio spietato contro tutto e tutti, essere felice di quello che sono. Allora, continuero' a fare tutte quelle cose che faccio ogni giorno, correre nel teatrino che mi sono creata e cercare anche di migliorarmi per quello che posso. Ma voglio anche tornare a nuotare con le balene ogni tanto. Parlare con l'albero, abbracciare un gatto e un cane, fare una battuta con uno che passa, respirare aria piena, guardare i bambini che giocano, giocare insieme a loro, dormire senza pensieri, insomma, essere felice.

lunedì 27 luglio 2009

stella

l'erbazzone quello vero, lupen terzo la mattina, i panini farciti, i pof corn e le patatine, i giochi all'import export, gli esperimenti culinari, i baracconi ai giardini come i trotti, i piccioni in piazza del comune, la fionda a tappo di sughero antipiccione del nonno, pietra ligure e la spiaggia, le mattine a pescare e i pomeriggi a granchi, le sgambate in bicicletta e i videogiochi a gettone, il cinema all'aperto, i gerani sul balcone, la foto del lupo in cucina, il cancello che faceva sempre quel rumore, l'allegria, le lasagne, il coniglio alla cacciatora, la pasta sfoglia fatta in casa, i cannelloni vegetariani quando ero grande, la 124 verde con le poltrone fintopelle e i picnic con la cotoletta, sabato sera a guardare fantastico con la carrà, la mano stretta che non vado sotto una macchina, le bocche di leone, cantare, loretta goggi, il bicchiere di vino rosso, le lamentele, i pettegolezzi, le facce, gli sbuffi, il gelato, il parrucchiere, quei vestiti belli sgargianti, quel portamento da modella anni 50 e il seno prosperoso, quelle cose che non hai mai voluto vedere, la povertà e il benessere, il negozio, le bottiglie e la polvere che non ti piaceva spolverare, i regali e il commodore64 in sala, dormire di primo pomeriggio e le favole inventate della famiglia di anatre, i pochi racconti dei tempi della guerra. sono stati anni belli insieme e mi hai aiutato tanto. e ti tengo dentro al cuore.

Free Hugs Campaign italy - Abbracci a Milano 22.10.2006

giovedì 23 luglio 2009

Chemtrails: Tell-TAIL Sign of Spraying

SCIE CHIMICHE SUI NOSTRI CIELI. RAGAZZI, GUARDATE SU



....e poi guardatevi anche qua (foto vecchie, ma chiare ed esaurienti oltre che ESAURENTI, nel senso che ormai sono ESAURITA dal veder tutti sti striscioni sui cieli di reggio)

http://picasaweb.google.com/corpala/OsservaIlCielo#5148996798215856786

lunedì 13 luglio 2009

guarigione


Sono grata alla vita per tutto il tanto che mi ha regalato
e ho compreso che in fondo tutto il vissuto e il da vivere
non è altro che g u a r i g i o n e .
Guariscono gli alberi e le foglie,
i cani i gatti e le formiche
guarisce la terra che cammino
il sole, guarisce piu' di tutto.
Guarisce l'amore imperfetto degli esseri umani
e il nostro attaccamento a tanto insensato dolore.
dolore dolore dolore. il dolore guarisce il dolore.
ripara il dolore. cosi' è la guarigione. degli uomini e della terra.
allora mi sono sentita infinitamente grata per tutto quest'oro nelle mie mani.
oro da portare come fiori, come sorrisi, quando possibile, il più possibile.
anche quest'aria che respiro è guarigione, se mi concedo di ascoltare.

sabato 27 giugno 2009

lunedì 22 giugno 2009

tensione, rilassamento e...tutto ciò che sta nel mezzo


Ho ripreso le mie lezioni di hata yoga estremo e devo dire sono soddisfatta perchè osservo alcune cose. A parte il riequilibrio che una pratica del genere favorisce, sul piano fisico, emotivo, energetico e mentale, noto un paio di cose interessanti :
l'atteggiamento nella pratica è fondamentale. Si tratta di entrare in forme (asana) che se sono cosi' c'e' un motivo. La ricerca millimetrica di queste posizioni fa la differenza. Un atteggiamento approssimativo non aiuta. Meglio un certo rigore, da svilupparsi in un clima di dolcezza interiore (anche perchè pretendere che il tuo corpo arrivi dove non puo' arrivare in quel momento è quantomeno autolesionista, autopersecutorio e non rispettoso dei propri limiti). Noto inoltre che la sequenza di queste posizioni e' un mix di tensione e rilassamento. E' come proporre ai muscoli un comando del tipo : 'tendi, tira, spingi, sostieni' e poi immediatamente dopo :'rilascia, lascia andare, abbandona'. Ecco il corpo non capisce subito e magari ti trovi a stare contratto in una posizione passiva per 1 minuto, quando invece potresti riposare per ritrovarti poi in carenza di energia nella posizione immediatamente successiva, nella quale l'attività invece è richiesta. Questo per dire cosa ???? Non lo so, come direbbe il mio maestro ;)
Per dire che quel che sta nel mezzo rappresenta la non chiarezza interiore della mia posizione, ovvero, il non stare nel presente.
Quanto tempo spendo, ogni giorno, a rincorrere un tempo non presente? Quanta tensione vivo non appartenente a quel momento?. Quanto tempo perdo, nell'incertezza del non sapere cosa fare esattamente, nel dubbio di un ni interiore? Allora, non dico che questi yogi fossero tutti degli illuminati e che a star in equilibrio su una gamba sola per 24 ore passi direttamente alla 4' iniziazione, dico pero' che questa pratica è potente perchè si sviluppa nella materia, ma lavora su tutti gli altri piani e perchè cosi' com'è la materia, è un simbolico chiarissimo di quali atteggiamenti-automatismi sono presenti nel mio vivere ogni cosa.
Come ogni pratica, perchè la pratica possa dare le sue risposte, va praticata.
La ripetizione è uno strumento eccezziunale per comprendere, come una matrioska, il senso, sempre più profondo delle cose.

giovedì 4 giugno 2009

moti veloci



I giorni corrono ancora
quasi da non avere neanche il tempo
per sedersi in terrazza, versarsi un bicchiere di vino
e dirsi che si, la realizzazione è proprio una conquista
che merita tutta la fatica.
Il passaggio da un progetto pensato in eterno alla realizzazione,
se vuoi anche di una cosa più piccola,
è come l'attraversamento di un ponte.
Si va dall'illusione verso la realtà.
Sarebbe bello che ad uno svincolo, una volta o l'altra, mentre si guida, si trovasse una freccia che indica direzione REALTA'.
Il paese di REALTA', non potremmo crearlo ??

lunedì 27 aprile 2009

lunedi mattina


Siamo sempre in equilibrio su di un filo.
Perchè allora intanto non cogliere la gioia ?

venerdì 24 aprile 2009

non fumo più



non fumo più.
Il mondo è gia cosi pieno di particelle nocive
e io sono stanca di un contorno giallino intorno alla mia ombra.
Preferisco nutrirmi di respiro.
non rinuncio, ma ambisco a cibi più gustosi
come il bel verde di un prato, ad esempio.
Ogni volta che mi vien voglia di una paglia mi guardo intorno alla ricerca
di un nutrimento migliore.
Il picco tossico passa veloce e dopo un po' non ci penso più.
cerco di non privarmi di nulla e di non entrare nella trappola della volontà,
ma di spostarmi su un piacere più grande che posso dare a me stessa.
Ho iniziato a fumare per trasgredire alla regola, quando ero sgarza.
Ecco, direi che è giunto il momento di superare la fase.
Beh nel frattempo mi sono intrippata con l'hata yoga ESTREMO.
Mi piace da matti.
un bacio ai soliti 3 e buona festa di liberazione

giovedì 9 aprile 2009

ragazzi, guardate qua


http://www.tankerenemy.com/

in particolare potete trovare un buon riassunto qua :
http://www.tankerenemy.com/2008/03/voyager-senza-militari-n-controllori.html


buona pasqua

domenica 5 aprile 2009


Foglie giovani
tenere di un verde vivo
comunicano col mio cuore
fragilità e freschezza,
come un giorno curioso e innocente della prima adolescenza.
In questo andare di stagioni
intravedo il senso stesso dell'andare.
Non sono cosi' giovane per non sapere che tutto ha un termine
e ora, nell'età di mezzo, riesco anche a sentire, pur senza ancora accettare,
che ogni fine è un nuovo inizio.
Osservare, osservare osservare.
Vorrei stare li nel prato
giorni e giorni
per fondermi con esso.
diventare verde viva
permeabile
al tempo e al cambiamento

mercoledì 18 marzo 2009

il virus influenzale


Ogni essere umano ha bisogno di contatto.
A questo bisogno reagisce diversamente a seconda di quella che puo' essere stata la sua storia e di quello che può essere il suo temperamento.
Ai lati dei due estremi di reazione al bisogno si trovano queste posizioni :
a)Può ricercare questo contatto spasmodicamente attaccandosi come una cozza allo scoglio.
b)Puo'evitare ogni occasione di contatto sentendosi cosi' più forte e autosufficiente rispetto al mondo.
Qui in mezzo ci stanno infinite sfumature di corsi e ricorsi, tira e molla, prendi o scappa. Ad ogni modo, fatto stà che molti di noi passano la vita ricercando la giusta misura, l'equilibrismo perfetto, l'ideale distanza tra il noi e l'altro.
In questo andare, molto spesso e purtroppo, non siamo progrediti più dei bimbi perchè come i bimbi, nei modi più disparati e creativi, cerchiamo costantemente l'attenzione degli altri. Ecco, l'osservare come si muovano questi flussi di attenzione tra le persone ed in particolare tra me e le persone che ho intorno in questo momento, mi fa sentire vuota, mortificata e stanca. Vuota perchè svuotata. Mortificata perchè non immune dal meccanismo, nonostante io riconosca quando agisce in me. Stanca perchè vorrei uscire dal giochino per sempre. Libera, si. Ma non dagli altri, da me stessa. Piu' sincera di cosi'....
ps. la libera danza contact muove in me sempre tanta tanta gioia

sabato 7 febbraio 2009

disarmo

appoggio il fucile
rimetto il coltello nel fodero
abbasso lo scudo
mi tolgo l'elmetto
butto le pallottole nel lago
apro il lucchetto e libero la catena
mi appoggio ad un albero
guardo i colori del cielo
ritorno alla terra
rotolo con i miei vestiti leggeri
questa sono io, oggi,
fragile e forte
nel mondo

venerdì 23 gennaio 2009

parabola cinese


Un vecchio di nome Chunglang,che significa "Maestro Roccia", possedeva una piccola proprietà sul colle. Un giorno gli capitò di perdere uno dei suoi cavalli. Allora i vicini si recarono da lui a fargli le condoglianze per quella disgrazia. Ma il vecchio domandò:"Come fate a sapere se questa è una disgrazia?" E guarda qua: qualche giorno dopo il cavallo tornò trascinandosi dietro un'intera mandria di cavalli selvaggi. Di nuovo si presentarono i vicinie vollero complimentarsi con lui per quel fortunato evento. Il vecchio venne giù dal colle:"Come fate a sapere se questa è una fortuna?". Ora c'erano tanti di quei cavalli che il figlio del vecchio prese ad andare a cavalcare, finchè un giorno non si ruppe una gamba. Ancora una volta vennero i vicini a portargli una parola di solidarietà. E di nuovo il vecchio disse loro:"Come fate a sapere che questa è una sventura?". L'anno successivo si presentò sul colle la commissione della "Lunga pertica" a scegliere uomini robusti da impiegare come addetti al servizio dell'imperatore e come portantini. Il figlio del vecchio, che aveva ancora la gamba rotta, non fu preso.
Chunglang non potè fare a meno di sorridere.

santa pazienza


Non c'è niente da fare. L'unico modo per andare, è fare un passo dopo l'altro.

domenica 4 gennaio 2009

sabato 27 dicembre 2008

per un punto martin perse la cappa


Quest'anno per Natale mi son fatta un regalino, ovvero mi son stampata un anno di blog su www.ilmiolibro.it, tanto per togliermi la soddisfazione di veder su carta il frutto dei miei pensieri. Soddisfazione grande con retrogusto a sorpresa nell'osservare come nel mio scrivere, punti, virgole, accenti e maiuscole siano stati relegati nella casella della "prestazione occasionale". Questo mi ha colpito e rimandato ai tempi della scuola, tempi in cui non ho mai posto più di tanto l'attenzione a questi particolari che consideravo insignificanti. Peccato, perchè
è vero che a scrivere cosi' qualcosa si perde. Allargando lo sguardo, è altrettanto vero che in molti settori del mio esprimere mi accorgo di essere un'approssimativa e ripenso ad un vecchio detto di mia madre (la saggezza del popolo) che mi ha più volte ripetuto:"a far bene o a far male una cosa, ci vuol lo stesso tempo".
Poche settimane fa ho finito di leggere un libro stupendo che si chiama:"Shambhalla, la via del guerriero", dove l'autore tra l'altro spiegava come l'energia del Drala del Fuoco (ovvero, dello Spirito), possa arrivare solo negli ambienti in cui l'essere umano ha portato una cura, un'attenzione, una selezione, una pulizia.
Ecco, allora, penso che per me sia importante cercare di essere più precisa in quello cbe faccio perche' la precisione è come una freccia scoccata verso un centro.
E a pensarci bene, scoccare una freccia portando la massima attenzione può essere molto meno faticoso che scoccarne 10 pensando ai tortelli verdi di Giovanni Rana.

mercoledì 24 dicembre 2008

un mondo alla rovescia


Vigilia di natale. Corsa agli ultimi regali. io e marco invece della corsa abbiamo fatto una passeggiata alle caprette con nebbia fitta e umido da far invidia a un bagnomaria. che bello osservare di un mondo che va al contrario e di un dritto che lo sappiamo solo noi..:) In ogni relazione si crea come un mondo nel mondo. anche ogni essere umano e' un mondo nel mondo, ma in una relazione il bello e' che questo mondo tuo lo puoi raccontare a qualcun altro e, nel caso di una bella relazione, questo raccontare è supportato dalla presenza dell'altro che, anche se non è d'accordo con te, ti vuole bene. Per me è molto bello quando mi accade di sentirmi accettata e accettare, anche nel caso in cui le opinioni divergano e anche se l'uno è diverso dall'altro. Questo mi addolcisce all'interno. Ecco, tutto questo post per dire che accettare e sentirmi accettata mi addolcisce all'interno. Come uno scaldotto.
Ah, Buon Natale.

venerdì 19 dicembre 2008

elementare watson


Certo che per una che ha sempre avuto la pretesa di poter andare sulla luna in bicicletta, fare la ReggioEmilia-Assisi in mountainbike sotto l'acqua puo' apparire un risultato assolutamente irrilevante, se non addirittura deludente. Il più bel regalo che potrei farmi per Natale è imparare ad accettare il fatto che sono un essere umano. Mica male, no ?

martedì 16 dicembre 2008

piccole alchimie di trasformazione


Siamo sommersi dai casini. Ebbene si, la nostra civiltà umana è alla frutta. Eppure abbiamo fatto di tutto per nasconderci questa dolorosissima realtà, frutto di politiche folli, di scelte scellerate e miopi di nazioni egoiche. ora cambiano le pedine, ma non cambiano i giochi. chi saliva, scende. chi scendeva, sale. e chi era alla base della piramide ci rimane, versando in uno stato di povertà per noi ancora inimmaginabile. Ora, non c'è più tregua e non c'è più un luogo in cui fuggire. Insomma, siamo proprio alla frutta. Ce lo dicono un po' alla volta alla tv. I ghiacci che si sciolgono e gli orsi bianchi che non ce la fanno. La crisi che diventa recessione tecnica, poi recessione, ma solo per un anno, poi due, domani vedremo cosa dicono. ci distraiamo un po' pensando al natale, ci consoliamo un po' col tg5 che racconta, in controtendenza, che la crisi non è proprio cosi' crisi, quindi spendiamo pur tranquilli che in questo modo aiutiamo anche un po' il paese. io la tv l'ho proprio spenta perche' mi sono accorta che sentire 350 volte al giorno la parola crisi non mi aiutava, ma non per questo non vivo nel mondo e cosi' non mi tappo gli occhi con le fette di salame. vivo minimal. vado meno al ristorante e compro meno maglioncini. Fa un po' effetto vivere in una realtà che appare senza via di sbocchi. Eppure. Eppure. Cerco ancora di dare un senso al mio vivere provando a creare dentro di me i presupposti per piccole trasformazioni interiori. Questo mi sembra l'unico vero spazio umano di libertà che mi rimane. E' per questo che su questo blog, non parlero' di cronaca. Perchè cosi' mi invitero' ancora di piu' ad osservare. Osservare dentro e osservare fuori come le nostre vite si svolgono in infiniti momenti che sono anche spazi simbolici. mondi che si muovono nel grande mondo che si muove. Io credo che possiamo fare ancora qualcosa. Dare il valore ad ogni giorno che viviamo come a una vera opportunità di cambiamento. Riempirsi della voglia di fare qualcosa di buono per noi stessi e per gli altri. Dai amici, teniamo botta.

mercoledì 24 settembre 2008

soc..chiudo

socchiudo gli occhi e mi metto a pensare. la citta' sfuma nei colori di un tramonto d'autunno. cammino nei miei stivali e mi devo ancora abituare al clima che cambia. osservo tutto, gli uccelli cantano sempre, ma meno. a volte mi sento felice, a volte l'unica cosa che posso e' camminare. socchiudo ma non chiudo. torno, torno. torno a me stessa e poi torno. saluto i miei tre lettori. che tanto sapete, ci sono altre piazze in cui ci potremo di sicuro trovare. e che sia un buon autunno.

domenica 7 settembre 2008

il libro dell'estate e una foto di sardegna


Gary Snyder - Nel mondo selvaggio
(andata e ritorno tra i luoghi incontaminati della natura in cerca della natura incontaminata dell'uomo)


"una montagna pratica sempre, dovunque si trovi"

sardegna in pillole

una buona accoglienza
un campeggio silenzioso sotto i pini marittimi
una natura viva e selvaggia
calette e scogliere altissime
un fondale affollato
una murena inattesa
il corallo che cresce sotto gli scogli
la salsiccia alla brace
i cartelli sparati
i pastori, le pecore e le capre
acqua trasparente e azzurra
i passi faticosi e necessari
sudati e benefici
tra cespugli e verde fitto
tra rocce e alberi secolari.
io mi sono ritrovata, raccogliendo gusci di riccio
felice di niente e piena di tutto

venerdì 15 agosto 2008

sabato 9 agosto 2008

sere d'estate

In matrix, gli uomini del 20' secolo credono di vivere liberi, in un mondo invece occultamente governato da macchine che controllano gli umani per via cerebrale,succhiandone energia necessaria alla loro sopravvivenza. Nio, che di professione fa l'hacker, e' l'eroe e il protagonista della storia e riesce ad uscire dal programma per vedere la vera realta'. in breve tempo e' in grado di acquisire poteri straordinari, come quelli delle macchine che inizia a combattere e dimostra un coraggio da leone. Prima di affrontare l'ultima sfida e salvare cosi' l'umanità, la sua fede vacilla. decide quindi di incontrare l'oracolo per avere la definitiva conferma di essere l'eletto. l'oracolo, di fatto, lo rimanda a calci in culo, ovvero gli dice :'tu non sei l'eletto e non vincerai'.
Nio esce da quella porta e nell'istante cruciale dell'ultimo combattimento comprende. e vince.

mi interessa la posizione dell'oracolo.
l'oracolo ha tradito ?
l'oracolo non ha creduto in nio ?
perche' l'oracolo ha posto un ostacolo al nostro eroe ?
cos'e' un ostacolo ?
cos'e' un oracolo ?
di che colore e' la pillolina che ti permette di uscire da matrix ?? ;))
...(potrei andare avanti)...

ho pensato molto a questa scena da quando un'amica poco piu' di un mese fa', ha incontrato il suo 'oracolo' prima di un appuntamento che non capita due volte nella vita. l'oracolo ha risposto come l'oracolo del film. cioe': tu la cosa piu' importante della tua vita non la puoi fare perche' non hai abbastanza talento per farla.

la mia amica si sta preparando all'appuntamento.

io mi chiedo e non vi dico.
trovo un senso profondo in questa storia
se volete, ne parliamo, oh miei tre lettori e mezzo ;)

martedì 22 luglio 2008

un sogno da ricordare

stanotte ho fatto questo sogno :
ero sull'orlo di una rupe altissima .
intorno a me molte persone che attendevano il mio salto
dovevo buttarmi e sapevo che sarei morta.
mi lancio nel vuoto e la mia caduta e' veloce.
ho una paura fottuta perche' so che di li a pochi istanti sarei morta.
durante la discesa mi dico : beh visto che devo morire questo volo facciamo che me lo godo, non capita mica tutti i giorni di buttarsi nel vuoto.
inizio a guardarmi intorno, mentre intanto la mia discesa rallenta.
nel godere del vuoto il mio corpo inizia ad essere sospeso nell'aria e a scendere come una piuma. scendo come una piuma e mi riempio di ogni istante, di ogni immagine .
vivo momenti di grande pienezza. di gioia
il mio corpo atterra , dolcemente a terra. neanche un graffio. felice.
mi sveglio.

giovedì 3 luglio 2008

la ricerca della felicita'

in queste settimane in cui la vita ha preso velocita', mi e' stato piu' semplice osservare l'oscillazione dei miei stati d'animo all'interno. l'uscire da una routine visiva, relazionale e comportamentale, mi ha permesso infatti di guardare con piu' curiosita' il mondo interiore ed il mondo esteriore, sempre in costante mutamento. ho scorto cosi' , fra gli altri , alcuni moti di gioia. in campeggio nella savana a fare la grigliata e guardare le stelle. in una sala, ad entrare nella danza senza se e senza ma. seduta sui gradini del duomo di orvieto a farmi cullare dal verso delle rondini. lo stato della gioia non e' per me uno stato automatico. ovvero, lo sarebbe, se non intervenissero il piu' delle volte tutta una serie di censori interni a schiacciar a terra. in fondo e' un lasciarsi andare all'ignoto. stare nel momento presente. spesso ad eccesso di gioia a me viene l'ansia. ODDIO.CHE ROBA E'. COSA SUCCEDE, MA SOPRATTUTTO, QUANDO FINIRA'??. la routine e' piu' rassicurante. vado qui, faccio la, poi c'e' questo e poi quello. nella routine potrebbero esserci molti momenti di gioia inattesi, solo a lasciar la porta aperta . generalmente esercito su di me un controllo da galera. come vedo spesso intorno a me. ma sono umana. respiro e ogni respiro in se non e' scontato. cogliere la bellezza , la gioia, puo' essere un'arte che si apprende. concedersi all'interno e rilasciare all'esterno. i moti intorno sono prevalentemente depressivi. diamoci una mano. proviamo a contagiarci insieme di un po' di gioia, cari amici. tiriamoci su noi, insieme. che a riscendere, volente o nolente, faremo sempre in tempo ......

lunedì 30 giugno 2008

zipfest2008orvieto ovvero....sudore!


allora cari amici. il periodo e' intenso. dopo aver poltrito (per cosi' dire..) un intero inverno a macinar sempre sulle stesse questioni , e' giunto evidentemente il momento di dare un'accellerata verso nuovi orizzonti e cosi' sono passata dal mite inverno sudafricano allo zipfest di orvieto, festival internazionale di danza contact. cos'e' la contact ve lo dico dopo, anzi magari metto un video, mentre la mia esperienza e' stata questa:
1) arrivo ad orvieto con parentesi pronto soccorso perche' una cevingum aveva pensato bene di restarmi bloccata in gola in autostrada, mentre stanca e lieta mi dirigevo in loco. nulla di grave. pinzone a spinger giu' la lingua e via.
2) sistemazione in ex caserma militare, camerate da 30 persone, brande e via, bagni comuni , lunghe file di lavandini e turche a non finire. panni stesi a caso di magliette e pantaloncini colorati.
3) lo zipfest e' internazionale. coreani, finlandesi, francesi, tedeschi, australiani, californiani. ma anche milanesi, fiorentini, bolognesi. reggiani(e) 1. io.
4) lo zipfest e' come, per un'amante delle foreste, l'amazzonia. workshops la mattina, lezioni il pomeriggio, spettacoli ogni sera, jam in tarda serata.
5) sono arrivata un giorno tardi, perche' col volo da joh non potevo fare meglio. mi trovo a fare lezione di contemporanea tirata. pomeriggio pieno. per il mio corpo e' come passare dall'inverno all'estate in poche ore (ed in effetti...) . praticamente uno scioc. vado piano. prendo tempo . respiro. il pavimento e' mio fedele amico (chiamasi floorwork, che scic;), inizio a conoscere qualcuno. apro a qualche sorriso.
6) mangio un kebab, guardo improvvisazioni, soprattutto cerco di capire come muovermi. non ho mai fatto contact in vita mia e qui molti son piu' che sgamati. ma mi sento bene. sono quel che sono. faccio quel che posso.
7) la settimana prende ritmo. inizio a divertirmi. qualcosa nel mio corpo si rilassa. faccio due pomeriggi sul SURRENDERING. abbandonarsi. cosa significa abbandonarsi. nel corpo, all'intenzione dell'altro, all'imprevisto.. e via. la mattina scopro che stiamo facendo una cosa che si chiama release. son proprio una bestia ignorante. il mio corso mi piace proprio. ho avuto occhio. i miei compagni mi piacciono. ci divertiamo un bel po'.
8) ogni sera improvvisazioni di danzacontact con musica dal vivo. insegnanti spettacolari. mondo vario intorno a me. per eta' , cultura, estrazione. l'ambiente e' una roba newfreak, non nell'abbigliamento, ma nei modi, nelle intenzioni. e' facile fare amicizia. il corpo e' nel contatto. in poche ore si parla come amici di vecchia data . ci sono abbracci, incontri nella danza.
9) difficolta'-. tante cose hanno bisogno di tempo. finche' sono a terra tutto va, ma in piedi il mio corpo deve avere tempo per capire. rilasciare il peso, sostenere l'altro. e' tutto un gioco di opposti. lasciare andare e riprendere. ascoltare. niente testa senno' tutto si ferma. questa settimana sara' per me come i primi 4 giorni di snowboard. 3 difficili e un 4' che inizia quasi a partire.
10) sensazioni : di fatica fisica forte, che non ricordavo, che mi fa cosi' bene. tanto sudore, tanta acqua bevuta. al secondo giorno acido lattico da uscir dalle orecchie. fiera del livido. tutti intorno a me sono piu' o meno maculati. io me la cavo con qualcosa dietro le spalle. sensazione forte di vita che si muove.

sensazione forte di vita che si muove.

energia.
forza
commozione
stanchezza.
frustrazione
curiosita'
voglia di fare
lasciarsi andare

lasciarsi andare

venerdì 20 giugno 2008

s.a. 7 - relazioni umane


uno degli aspetti piu' interessanti in questo viaggio e' stata la mia amicizia con anusha. una persona che nella difficolta' della propria vita (due matrimoni andati male, 2 figli da allevare da sola, ma assieme a questa grande famiglia indiana old style, un problema di salute) cerca, attraverso un suo credo religioso (saibaba) , di stare bene, migliorarsi, guardare sempre al positivo, sorridere. l'ho trovata di una vitalita' contagiosa. stamattina ha organizzato per me un breakfastparty a sorpresa, con cibi indiani impossibili a quell'ora, ma che ho comunque mangiato perche' veramente rifiutare sarebbe stato brutto. alla fine , scambio di doni, veramente sentito da parte mia. io ho rinunciato alla mia collana himalayana preferita e non e' stato cosi' scontato farlo, ma non avevo altro che potesse essere adatto e alla fine ne sono stata felice. lei, miniaggeggino di saibaba, sorridente, capello alla vanoni e con mani rivolte al cielo, preso li al suo ashram in india. beh. un momento veramente carino...