mercoledì 23 maggio 2007

in questi giorni


ho fatto uno studio sul fruscio delle foglie dei pioppi e ho notato grandi cose.
un pioppo incolonnato in un pioppeto, che sviluppa la sua struttura in verticale per poter raggiungere la luce, ha un soffio gentile e pacato. mi e' sembrato inoltre preciso, ligio alle regole ed affettivamente dipendente rispetto ai suoi vicini. l'ascoltarlo mi ha trasmesso calma e un senso di ordine interiore.
il pioppo selvatico invece e' una sorpresa. intanto puo' arrivare a sviluppare un fusto larghissimo e saggio. la corteccia e' libera di manifestare il segno degli anni e dell'esperienza creando solchi profondi e misteriosi , che ti aspetteresti che ne so, da un ulivo. poi la chioma e' larga, totalmente anarchica e spampanata nel raccogliere un sole immenso e tutto suo. il soffio e' profondo e ampio ed il fruscio rimanda ad un desiderio di spazi aperti, alla voglia di creare, alla meraviglia dell'essere al mondo.
io sto facendo tanta tanta, ma tanta fatica.
la natura per me e' una casa che mi accoglie, qualcuno che mi ascolta.
io non smetto quasi mai di parlare, spesso di cose inutili.

1 commento:

marco macchi ha detto...

Sono affascinato da questa umanizzazione della natura e dalla confidenza con cui tratti gli alberi da tuoi pari.
Stai facendo tanta tanta tanta fatica a fare cosa?