
stare nel bosco a cercare il porcino e' un'esperienza mistica.
1' perche' il porcino non lo trovi, si fa trovare
2' perche' la prima regola del fungaiolo doc e' : silenzio (e io viaggiavo con una fungaiola master), che anche la legna che scricchiola sotto i tuoi scarponi fa inquinamento acustico
3' perche' in questo silenzio parlano il vento e l'acqua e le foglie. le ossa grosse degli animali, i funghi non buoni, ma che son belli belli, le mamme falche che insegnano ai falchetti a volare, il sole che entra a spiragli nel bosco creando magnifiche pareti di luce.
in questo tempo sospeso di tanto in tanto il porcino compare. e non c'e' niente da fare, quando compare e' sempre una sorpresa che ha del miracoloso. come vedere la madonnina che piange in un giorno in cui cammini distratto in citta'.
l'occhio esperto vede attraverso le pareti di aghi e di terra, l'occhio inesperto (il mio) fa i conti con la propria (in)capacita' di guardare. niente da fare, un porcino puoi non vederlo dalla distanza di 20 centimetri. e non c'e' niente da fare . il cervello non seleziona l'immagine che non riconosce. il mio cervello riconosce un granchio di 2 centimetri a 50 metri di distanza perche' da bambina andavo x granchi. e non x porcini. cosi' l'unica cosa da fare e' accettare di vedere quello che vedi. cioe' poco. aspettare che qualcosa dentro accada.
per questo e' un'esperienza mistica. perche' in questo tempo di attesa hai il tempo di sentire tutto quello che hai dentro. e poi gioire di una scoperta cosi', semplice. guardare in due lo stesso metro di terra e vedere due cose diverse.
che storia!
2 commenti:
La Via Porcina all'Illuminazione! :-)
gia , potrei scriverci un manualetto e lanciare una nuova moda ;)
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