stasera spettacolo festival red, di quelli minori (anteprima serata ore 19.30, teatro ariosto) 3 assoli a palco vuoto per unica danzatrice-coreografa di nome talia paz, di origine niuiorkese, cresciuta in israele e vissuta ad amsterdam.
a parte che tutto il lavoro l'ho trovato stupendo, porto testimonianza del 3' pezzo presentato. dove a musica disco e moti corporei compulsivi, l'artista contrappone un assoluto silenzio , un microfono aperto a far sentire il rumore dell'aria al passaggio dei movimenti del corpo, il respiro che cresce al crescere dell'azione.
come a dichiarare che li sopra, oltre a cio' che viene percepito come spettacolo, c'e' vita. e questa vita si muove di vita propria , proprio perche' la vita (il corpo) è in se stesso movimento. a microfono aperto la talia ha poi detto alcune cose in un inglese perfetto (perfetto per me, perche' comprensibilissimo). tra le altre : io lavoro sola, creo i miei spettacoli sola, li monto sola, li performo e presento in giro da sola. non vivo piu' il conflitto del 'dov'e' la mia casa, perche' la mia casa ora e' dentro di me.
cioe' non e' la lumaca a portare il guscio
ma e' il senso del guscio ad essere entrato nella lumaca.
che nel frattempo ha preso il supradin e adesso va alla velocita' del leprotto :)
somma mi ha colpito, parecchio.
brava, bravissima.
1 commento:
"ma è il senso del guscio ad essere entrato nella lumaca"
Mi commuovi.
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