
Ho ripreso le mie lezioni di hata yoga estremo e devo dire sono soddisfatta perchè osservo alcune cose. A parte il riequilibrio che una pratica del genere favorisce, sul piano fisico, emotivo, energetico e mentale, noto un paio di cose interessanti :
l'atteggiamento nella pratica è fondamentale. Si tratta di entrare in forme (asana) che se sono cosi' c'e' un motivo. La ricerca millimetrica di queste posizioni fa la differenza. Un atteggiamento approssimativo non aiuta. Meglio un certo rigore, da svilupparsi in un clima di dolcezza interiore (anche perchè pretendere che il tuo corpo arrivi dove non puo' arrivare in quel momento è quantomeno autolesionista, autopersecutorio e non rispettoso dei propri limiti). Noto inoltre che la sequenza di queste posizioni e' un mix di tensione e rilassamento. E' come proporre ai muscoli un comando del tipo : 'tendi, tira, spingi, sostieni' e poi immediatamente dopo :'rilascia, lascia andare, abbandona'. Ecco il corpo non capisce subito e magari ti trovi a stare contratto in una posizione passiva per 1 minuto, quando invece potresti riposare per ritrovarti poi in carenza di energia nella posizione immediatamente successiva, nella quale l'attività invece è richiesta. Questo per dire cosa ???? Non lo so, come direbbe il mio maestro ;)
Per dire che quel che sta nel mezzo rappresenta la non chiarezza interiore della mia posizione, ovvero, il non stare nel presente.
Quanto tempo spendo, ogni giorno, a rincorrere un tempo non presente? Quanta tensione vivo non appartenente a quel momento?. Quanto tempo perdo, nell'incertezza del non sapere cosa fare esattamente, nel dubbio di un ni interiore? Allora, non dico che questi yogi fossero tutti degli illuminati e che a star in equilibrio su una gamba sola per 24 ore passi direttamente alla 4' iniziazione, dico pero' che questa pratica è potente perchè si sviluppa nella materia, ma lavora su tutti gli altri piani e perchè cosi' com'è la materia, è un simbolico chiarissimo di quali atteggiamenti-automatismi sono presenti nel mio vivere ogni cosa.
Come ogni pratica, perchè la pratica possa dare le sue risposte, va praticata.
La ripetizione è uno strumento eccezziunale per comprendere, come una matrioska, il senso, sempre più profondo delle cose.
1 commento:
quello che sta nel mezzo è quello che mi piace di più!
Ciao French!
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