
Un conto è possedere le cose al fine di utilizzarle e goderne a piacimento.
Un conto è essere attaccati alle cose fino al punto di fusione in cui avviene uno strano fenomento di inversione di proprietà. Ovvero, non sei più tu a possedere le cose, ma sono le cose a possedere te. Ecco, vorrei continuare a possedere le cose, senza esserne posseduta. Non è retorica. Guardo con ammirazione chi sa essere felice senza possedere niente. In effetti la felicità pare essere un'attitudine interiore svincolata da ogni logica, più che uno stato oggettivo dell'essere.
4 commenti:
Non mi risulta che tu sia il tipo di persona che si lascia possedere dalle cose. Se invece lo sei, beh, allora buuuh. :-)
No, benchè la questione del possesso vista da un'angolazione un po' più ampia è meno semplice del senso del possesso per l'audi tt che per altro non ho, con mio grande dispiacere ;) si tratta piu' di un fatto di 'attaccamento'. E' l'attaccamento stesso che in un certo senso 'ti possiede'. L'attaccamento ai beni materiali, come anche l'attaccamento insano agli affetti, alle idee, all'orientamento politico. L'identificazione ti possiede, se non includi la possibilità di mettere continuamente in discussione le tue posizioni. L'universo è indefinibile, per definizione ;)
Ma cos'è, una supercazzola? L'attaccamento insano ai beni materiali che l'identificazione ti definisce come indefinibile ma ti possiede con scappellamento a destra? :-D
no marco, vedi che non capisci, è l'indefinizione possibile che rende impossibile l'essere in cerca di libertà svincolate dai beni materiali. e lo scappellamento è di certo definitivamente più a sinistra che a destra, :)
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