giovedì 22 luglio 2010

ah gninto, mei che a cà.



Ah niente. son tre settimane ormai che sono a Vienna e fatico ancora a trovar pecche grosse a questa citta'. Durante questi giorni mi sono chiesta più volte dov'e' l'inganno che a prima vista non vedo e niente. Non lo vedo ancora. La città è piacevolissima. C'è vita, nonostante i molti viennesi in ferie. Ed è una vita simpatica a girare su e giu in bicicletta (qui è tutto un saliscendi), basta non sbagliare il senso della ciclabile, ovviamente:). E' evidente come qui per la cultura ci siano ancora soldi da spendere. Ogni 5 metri c'e' un centro culturale o un teatro o un centro sociale dove per un euro bevi una birra e ascolti musica dal vivo. Quando vai in giro non hai paura di essere derubato o aggredito, c'è ordine in giro. Un po' di polizia, questo è vero, ma niente che al momento sia risultato insopportabile. In compenso si sta bene, fa caldo, i mezzi pubblici funzionano alla perfezione. Tutti i viennesi vanno a spasso con il cane, le coppie gay si baciano in tranquillità al parco, nei sexi shop entrano le signore (sempre col monopattino a mano:). L'acqua del rubinetto è buona. e cosi' nessuno compra le bottigliette da mezzolitro per 2euroecinquanta (una birra costa due euro, un espresso al bar fatto male, pure), a Reggio mi sarebbero gia venuti i calcoli ai reni, con tutta l'acqua che bevo, per il caldo che fa.
Si è vero, sono in vacanza, una vacanza lavoro, ma pur sempre vacanza. E' questo credo che incida sulla mia percezione, ma difficilmente ho avuto in amore una città. Mi son fatta rapire dai luoghi naturali, mai dalle città. Qui non c'e' niente di stratosferico, ma è come fosse una dimensione di vita metropolitana ancora possibile per un essere umano come me che vuole vivere in pace. Nei cieli sciano anche qui, ma per fortuna è più ventilato e meno umido che in emilia romagna. AH, l'emilia romagna.
Proprio perchè ci sono nata la posso accettare. Come l'Italia, che mai come in queste settimane ho sentito gravemente ammalata di un qualcosa che la rende quasi senza speranza. Ma lo so. Sono in vacanza. Chissà quante cose ancora non comprendo di qui.
Ci vuole tempo per conoscere. E' la routine, quella tanto detestabile cosa, per certi aspetti, a permetterti di entrare davvero in una qualunque esperienza. Senno' sarai sempre come un giappo con la sua bella macchina fotografica in mano, a stare 24 ore in Italia di cui 3 a Roma, 2 a Firenze, 4 a Venezia, 3 a Milano x lo shopping, le altre 12 viaggiando in treno per spostarsi. Con Trenitalia poi, casca male :)

2 commenti:

marco macchi ha detto...

Non conosco Vienna né l'Austria, ma ogni volta che viaggio mi rendo conto che a superare l'Italia da tanti punti di vista ci vuole proprio poco.
E se non fossimo così attaccati ai cappelletti in brodo e ai colli matildici, alla mamma e alla cadenza trascinata del nostro dialetto, ci saremmo già trasferiti. Dove non so: ognuno ha un luogo più consono alla propria natura.
Del resto, l'Italia ha preso una china agghiacciante, lo so io e lo sai tu e lo sa chiunque abbia un minimo - ma proprio il minimo sindacale - di spirito di osservazione e di senso civico.
Però mi manchi, quindi sono egoisticamente contento che tu stia per tornare.

erbagatta ha detto...

che bello, grazie! spero di arrivare al primo appuntamento aperitivo in monopattino:)

comuque per la cronaca ho saputo che a vienna c'e' nebbia da ottobre a marzo. credo che i miei commenti superfavorevoli potrebbero svanire dopo 2 settimane di umido. Dio, non che la valpadana offra chissa' quale salubrità, ma sei mesi di buio sono un qualcosa di veramente insostenibile per il mio sistema psichico. Ah, tale commento farebbe ridere un qualunque nordafricano, come vedi marco tutto, ma proprio tutto è relativo. e poi, dopo la rivoluzione nel 2099, l'Italia tornerà ad essere il luogo più bello del mondo. Basta avere pazienza;)